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Jobs act: le novità delle tipologie contrattuali

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L’approvazione del Jobs Act ha portato a un riordino delle varie tipologie contrattuali. Ma quali sono effettivamente le modifiche ai contratti tanto attese da lavoratori e imprenditori?
Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legislativo che contiene il testo organico semplificato delle tipologie contrattuali.

Passiamo in rassegna le tipologie contrattuali e analizziamo le modifiche inserite dal Jobs Act.

Co.Co.Pro: Contratti di collaborazione a progetto in estinzione

Il famoso contratto a progetto o contratto di collaborazione a progetto è ormai in via d’estinzione. Con l’entrata in vigore del decreto, infatti, non sarà più possibile attivare questa tipologia di contratto.
Ovviamente i contratti di questo tipo già “firmati” prima dell’entrata in vigore del decreto resteranno attivi fino alla loro scadenza.
A partire dal primo di gennaio 2016 i rapporti di collaborazione con contenuto ripetitivo e organizzato dal datore di lavoro saranno trattati come veri e propri rapporti di lavoro subordinato.
Fanno eccezione a queste modifiche tutti quei contratti Co.Co.Pro regolamentati dagli accordi collettivi.

Oltre ai contratti a progetto, che diventeranno presto un lontano ricordo per i lavoratori sono stati eliminati anche i contratti di associazione in partecipazione con apporto di lavoro, cioè i rapporti di lavoro in cui i lavoratori vengono pagati con una partecipazione agli utili dell’impresa e i contratti di job sharing (contratto di lavoro ripartito) in cui due lavoratori “co-lavorano” alla stessa mansione.

Contratti “riconfermati”

Molti dei contratti fino ad oggi attivi sono stati comunque riconfermati, alcuni con piccole modifiche che li rendono più flessibili e che riducono i costi per il datore di lavoro. Vediamo quali sono le modifiche più interessanti:

  • Apprendistato: il contratto finalizzato alla formazione e all’inserimento nel mondo del lavoro viene semplificato. Inoltre per favorirne l’utilizzo da parte degli imprenditori sono stati ridotti i costi che gravano sull’impresa per l’applicazione di questo rapporto di lavoro.
  • Lavoro a chiamata: il contratto a chiamata o di lavoro intermittente che regola le prestazioni discontinue o intermittenti viene riconfermato con l’attuale tecnologia per la tracciabilità dell’attivazione del contratto tramite sms (solo per le aziende registrate al portale Cliclavoro al numero 339-9942256).
  • Voucher: questa tipologia di contratto, ideale per lavoretti saltuari vedrà aumentare il tetto dell’importo per il lavoratore che arriva a 7.000€, inoltre si inserisce la tracciabilità con tecnologia sms come per il lavoro a chiamata.
  • Contratti di somministrazione a tempo indeterminato: questi contratti saranno estesi a più campi di applicazione eliminando le causali, inoltre è fissato un limite di utilizzo del contratto, pari al 10% del numero totale dei dipendenti a tempo indeterminato.
  • Contratto a tempo determinato: per questa tipologia di rapporto di lavoro non sono state inserite modifiche sostanziali.
  • Part-time: per questo contratto è stata introdotta per il lavoratore la possibilità di richiedere il passaggio al tempo part-time per necessità di cure o congedo parentale. Inoltre sono state definite le modalità e i limiti in cui il datore può richiedere ore di lavoro supplementari se non prevista dai contratti collettivi.

 

Fonte: Altalex

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