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Il libero professionista: pro e contro della vita da freelance

Il libero professionista: pro e contro della vita da freelance

Il libero professionista: iniziamo dalle basi

 

Il lavoratore autonomo è una figura professionale che progetta, organizza e realizza da solo il proprio lavoro, che per questo è detto, appunto, ‘autonomo’. Non opera quindi all’interno di un’organizzazione definita e non ha un datore di lavoro che impartisce i compiti da svolgere, al contrario prende direttamente le decisioni e struttura ciò che deve fare. Vi sono varie categorie di lavoratori autonomi con caratteristiche specifiche. L’imprenditore, l’artigiano, il socio di una cooperativa, l’agente, il rappresentante di commercio e, infine, il libero professionista. Quest’ultimo, di cui ci interessiamo nell’articolo, rispetto agli altri ha la particolarità di svolgere un’attività qualificata di tipo intellettuale. Deve quindi aver studiato, seguito corsi, aggiornarsi sulle novità, a seconda del settore in cui lavora e dello specifico percorso che ha intrapreso.

 

Il libero professionista: facciamo chiarezza nel mondo dei freelance

 

La definizione precisa per identificare il lavoro del libero professionista è “un’attività lavorativa altamente qualificata svolta da persone che hanno acquisito una competenza specializzata seguendo un corso di studi lungo e orientato precipuamente a tale scopo”. Dagli avvocati, agli architetti, fino ai medici, i liberi professionisti sono nella maggior parte dei casi laureati e iscritti a un albo, registro o elenco riconosciuto. Tuttavia, questa non è una regola assoluta. Vi sono infatti alcuni ruoli che non richiedono alcuna iscrizione, semplicemente l’attività viene svolta in proprio senza vincoli. In questo caso, si tratta perlopiù di settori innovativi come quelli che riguardano il mondo del web. Queste due grandi classi sono suddivise rispettivamente in ‘professioni ordinistiche o regolamentate’, per le quali è necessaria, come detto sopra, l’iscrizione a un Albo o registro, e ‘professioni non regolamentate’.

 

Il libero professionista: gioie e dolori


La scelta di essere un libero professionista porta con sé gioie e dolori. E’ vero che, almeno inizialmente è necessario investire i propri soldi, senza la certezza di uno stipendio fisso (o di uno stipendio, punto ), né la sicurezza che tutto vada per il meglio. Tuttavia, l’investimento può essere il più azzeccato della vita, anche perché essere un freelance significa fondamentalmente scommettere sulla propria persona e, se le cose andranno bene, gli introiti ripagheranno tutti i sacrifici fatti. Non esiste un orario definito, come accade per un lavoro da dipendente, e ciò può mettere a rischio la distinzione tra vita privata e lavorativa. Dall’altra parte non avere vincoli vuol dire anche potersi prendere una vacanza quando e per quanto si vuole. Le responsabilità sono tante, i rischi anche, ma le soddisfazioni potranno essere molte di più e il merito, sicuramente, sarà tutto personale. Attualmente, tra i lavori da libero professionista più ambiti c’è, ad esempio, il fotografo, meglio se specializzato in una tipologia particolare di immagini. Con i tempi che corrono, anche nel settore del fitness e della moda i freelance sono particolarmente in voga, cosiccome nel campo del marketing, dove i consulenti sono in grado di usare diversi strumenti e canali di comunicazione per veicolare un brand, un personaggio o un progetto.   

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